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Economia comportamentale

Economia comportamentale: meccanismi psicologici che influenzano le scelte di investimento.

14 Lug 2017, by Your Solution in Your-Solution

Quando abbiamo iniziato un progetto, o effettuato un investimento, destinando al progetto tempo e/o denaro, arriva un momento nel quale occorre decidere se andare avanti o lasciar perdere.

Economia comportamentale

Quando abbiamo iniziato un progetto, o effettuato un investimento, destinando al progetto tempo e/o denaro, arriva un momento nel quale occorre decidere se andare avanti o lasciar perdere.

Un atteggiamento del genere sarebbe impensabile per il razionale homo economicus protagonista dell’economia convenzionale, che decide solo sulla base dell’utilità futura, e non dei costi già sostenuti.

Quante volte abbiamo sentito dire “Non posso mollare questa cosa ora, ci ho lavorato troppo”, oppure “Questo titolo lo vendo appena recupero le perdite”?  Esempi?

Tanti.

Il mio amico Agostino si è iscritto al circolo del tenniscon un abbonamento annuale che costa 300 euro. Dopo 2 settimane gli è venuto il “gomito del tennista”ma continua –fra le sofferenze – a giocare (“Non posso mica buttare 300 euro!”).

Oppure:

Avete comprato online per voi e per i vostri amici il biglietto per quel film rumeno, basato interamente sul dialogo tra due personaggi all’interno di una stanza, che tutti i critici considerano un capolavoro.

Dopo aver visto mezz’ora delle quattro di durata del film state per addormentarvi dalla noia. Potreste  alzarvi, e passare le tre ore e mezzo successive in modo decisamente più piacevole. E invece rimanete incollati alla poltrona, decisi a consumare interamente quello per cui avete pagato.

Quando la logica e/o le informazioni che abbiamo ci dicono che anche le prospettive future sono chiaramente negative, la decisione di investire ancora in qualcosa che già è andato male può portare ad un circolo vizioso.

E non vale solo in finanza. Può valere per i progetti di ricerca, per il lavoro, addirittura per il matrimonio. Invece di capire quand’è il momento giusto per abbandonare definitivamente un’iniziativa e farne partire una migliore, moltissime persone si intestardiscono su attività senza speranza fino a diventarne prigioniere.

Ma quanto dura l’effetto dei sunk cost? Non per sempre. Dura fino a quando la nostra mente “decide” che la spesa che abbiamo fatto è stata sufficientemente ripagatadall’utilizzo del bene acquistato.

L’economista Richard H. Thaler (2004) ci propone un esempio illuminante.

Ipotizzate di acquistare un paio di scarpe. Al negozio sembrano perfette, ma già il primo giorno che le indossate iniziano a farvi male.

Aspettate qualche giorno, ci riprovate, ma niente da fare: fanno male da morire.

Che succede a quel punto?

  1. Più le scarpe sono costate, più volte cercherete di indossarle (specialmente se dovessero essere sostituite con scarpe altrettanto costose);
  2. Alla fine vi rassegnate a non indossare più le scarpe, ma non le gettate via. E più le avete pagate, più a lungo rimarranno nella vostra scarpiera ;
  3. A un certo momento, quando vi sarete autoconvinti che la spesa sia stata completamente ammortizzata (se non altro perché le scarpe sono state in casa vostra per mesi e mesi), vi decidete a buttarle via.

Strano? Strano, ma profondamente vero.

fonte: BI

BY : Fabrizio Ghisellini : Economista, per molti anni Dirigente del Tesoro nel 2016 ha pubblicato per Laterza “Finanza quotidiana”, sui meccanismi psicologici che influenzano le scelte di investimento

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