Your Solution | Eredità: quale parte di patrimonio si può lasciare a chi si vuole? - Your Solution
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Eredità: quale parte di patrimonio si può lasciare a chi si vuole?

Quota disponibile: qual è la quota di eredità che non rientra nella quota legittima e che si può dare ad amici e ad altri parenti?  Non si è completamente liberi neanche da morti! Chi fa testamento deve sapere che la legge gli consente di disporre come vuole dei propri beni solo per una determinata quota, mentre il resto deve andare obbligatoriamente ai parenti più stretti, i cosiddetti legittimari.

eredità

Quota disponibile: qual è la quota di eredità che non rientra nella quota legittima e che si può dare ad amici e ad altri parenti?

Questi ultimi hanno sempre diritto a una parte del patrimonio del loro familiare, anche se nel testamento non vengono citati o vengono diseredati (cosa che, peraltro, nel nostro ordinamento, è vietata).

Perché mai questa limitazione di libertà? Perché siamo ancora legati a un concetto di economia “familiare”, dove il patrimonio del singolo è considerato il risultato di un “lavoro di gruppo”, dei risparmi e dei sacrifici di una famiglia intera, dei contributi – diretti o indiretti – anche dei conviventi.

Il codice civile – non dimentichiamolo – è di derivazione fascista e, come tale, è indirizzato a evitare la dispersione del patrimonio della famiglia a terzi, in modo da garantire – quanto più possibile – lo status quo e il mantenimento di quel tenore di vita nel quale si è vissuti. Fermo restando questo vincolo, esiste una cosiddetta quota disponibile, che è una percentuale dei propri averi di cui si può fare quello che si vuole e che si può regalare o dare in eredità anche ad amici ed estranei alla famiglia. Di tanto cercheremo di occuparci nel presente articolo: in particolare, cercheremo di scoprire, in caso di eredità, quale parte di patrimonio si può lasciare a chi si vuole.

Per determinare qual è la quota di disponibile si potrebbe ragionare in negativo, ossia andare a verificare quali sono le quote di legittima (quelle cioè che spettano ai legittimari per legge) e andare a verificare cosa resta.

I legittimari, lo ricordiamo, sono il coniuge, i figli (e, al loro posto, i nipoti) e i genitori: vien da sé che se una persona, al momento in cui muore, non lascia nessuno di questi soggetti, non ha neanche obblighi. In questo articolo, però, vogliamo semplificarti il compito e, pertanto, vedremo direttamente quale parte di patrimonio si può lasciare a chi si vuole. Sul calcolo pesa molto la presenza di un coniuge ancora in vita: questi infatti può ridurre o aumentare la quota disponibile.

Immaginiamo allora che una persona voglia fare testamento e intenda sapere quanti soldi o beni può lasciare a un amico senza esporlo all’azione dei suoi parenti più stretti. In altri termini, il suo problema è sapere qual è la quota disponibile? Ecco la soluzione

Se c’è il coniuge
Se una persona vuol fare testamento ed è sposata, e il coniuge è ancora in vita:

se non ha figli né genitori, può dare a chi vuole la metà del suo patrimonio. Quindi, ad esempio, un vedovo che non ha figli e ha un conto corrente con 10mila euro può lasciarne 5mila a un’associazione no profit o a un caro amico con il quale ha condiviso i migliori anni della sua vita;
se, oltre al coniuge, c’è anche un figlio unico (ed anche se sono in vita ancora i genitori), egli può disporre liberamente di un terzo del suo patrimonio. Quindi, nell’esempio di poc’anzi, del conto di 10mila euro, 3,3mila euro andranno agli estranei mentre i due terzi andranno divisi tra il coniuge (cui andrà 1/3) e il figlio (cui andrà l’altro 1/3);
se i figli sono due o di più di due (ed anche se sono in vita ancora i genitori), la quota disponibile dell’eredità è solo di un quarto.

Difatti, un quarto dell’eredità deve andare necessariamente al coniuge e un terzo invece ai figli;
se non ci sono figli, ma il testatore ha ancora in vita – oltre al coniuge – i genitori, saranno questi ad avere diritto alla quota legittima (al coniuge va metà dell’eredità mentre ai genitori va un quarto).

Pertanto la quota disponibile, di cui cioè si può disporre per come si vuole, è di un quarto.
Se non c’è il coniuge
Vediamo ora quale parte di patrimonio si può lasciare a chi si vuole se il testatore non è sposato o se il coniuge è già deceduto. In particolare, in assenza del coniuge:

  • se non ci sono figli, né genitori, si può dare tutto il proprio patrimonio a chi si vuole. In altri termini, non ci sono limiti nel fare testamento;
    se c’è solo un figlio unico, si può dare a chi si vuole la metà dell’eredità;
    se non c’è il coniuge ma ci sono due o più figli (anche se i genitori sono ancora in vita) la quota disponibile è pari a un terzo dell’eredità;
    se non ci sono figli, ma sono ancora in vita i genitori o i nonni del testatore, il testatore è libero di lasciare a chi preferisce due terzi eredità.

 

FONTE: LALEGGEPERTUTTI

 

 

 

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