Your Solution | Welfare aziendale, ecco i servizi che piacciono di più ai lavoratori - Your Solution
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Welfare aziendale

Divulgato il Quarto Rapporto Welfare e Primo Rapporto Wellbeing di OD&M Consulting: assistenza sanitaria e la concessione di ferie e permessi i benefit più apprezzati

(per il tuo piano di welfare chiamaci  0372.20405  –  info@your-solution.it   www.your-solution.it)

Un’ulteriore opzione: Il premio in welfare

Un’altra novità,  prevista  dalla Legge di Stabilità 2016, stabilisce che gli importi erogati a titolo di “premio di produzione” non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente né sono soggetti ad imposta sostitutiva con aliquota del 10%  se destinati a cd. welfare aziendale (art. 51 TUIR commi 2 e 3).

La Legge di Bilancio per il 2017 ha aggiunto l’esenzione di imposta per “i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, o aventi per oggetto il rischio di gravi patologie”.

Quindi, l’inserimento delle coperture LTC nello schema dell’articolo 51 Tuir, fa sì che anch’esse possano essere oggetto di conversione del premio di produttività.

Il premio di produttività destinato a welfare aziendale non comporta oneri contributivi né per il lavoratore né per il datore di lavoro.

I SERVIZI MAGGIORMENTE RICHIESTI
Oltre che in base alla possibilità di defiscalizzazione (64,3%), i servizi offerti vengono scelti dalle imprese anche attraverso survey interne e focus group. Ai primi quattro posti per diffusione si trovano i servizi di ristorazione, assistenza sanitaria, gestione del tempo e previdenza integrativa. Sale l’area ricreativa/sociale/educativa dal nono al quinto posto, (probabile effetto della Legge di Stabilità che ha ampliato i servizi inseribili nella contrattazione di II livello), mentre si mantiene costante l’area dedicata alla scuola e all’istruzione, ma con una percentuale di diffusione più alta.

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Cosa sono i premi di produttività

Per  “premi di produttività” ai fini dell’agevolazione si intendono:

  • i compensi retributivi dei lavoratori dipendenti privati di ammontare variabile, corrisposti in base incrementi di produttività redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili in base ai criteri stabiliti dalla legge;
  • le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.

II vantaggi fiscali riguardano, esclusivamente, le somme e i valori corrisposti in esecuzione di contratti collettivi territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o dalle rappresentanze sindacali aziendali.

 

Le caratteristiche dell’agevolazione

L’agevolazione consiste in una tassazione agevolata al 10% sui premi di produttività erogati in busta paga, entro il limite di un importo complessivo di 3.000 euro lordi (precedentemente era di 2.000). Il limite di reddito agevolabile può essere poi incrementato fino a 4.000 euro lordi (prima 2.500 euro) per le imprese che prevedono forme di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

Gli importi dei premi che eccedono tali limiti, concorrono a formare il reddito complessivo del lavoratore e sono assoggettati all’aliquota Irpef ordinaria.

 

A chi è rivolto

Il regime fiscale agevolato riguarda tutti i lavoratori dipendenti del settore privato (sono esclusi i dipendenti pubblici) che abbiano percepito, nel periodo di imposta precedente alla ricezione del premio, un reddito di lavoro dipendente di importo non superiore a 80.000 euro (il limite reddituale previsto precedentemente era di 50.000 euro). Nel calcolo del limite non rilevano i redditi di lavoro dipendente assoggettati a imposizione separata ne i redditi diversi da quelli da lavoro dipendente. Mentre vanno considerate le pensioni di ogni genere, gli assegni ad esse equiparati e le somme erogate a titolo di crediti da lavoro a seguito di pronuncia giudiziale. La verifica della soglia dovrà avvenire anno per anno.

Si segnala che per il datore di lavoro, nel caso sia erogato in busta paga, il premio di produttività comporta dei costi molto vicini a quelli della retribuzione e quindi non solo il pagamento dei contributi previdenziali ma anche il sostenimento di oneri vari legati al costo del lavoro. Questi costi sono compensati parzialmente dalla deducibilità a fini Ires per il premio di produttività erogato.

fonti:  vita 

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