BLOG

 
Come parlare con i clienti di Bitcoin

Come parlare con i clienti di Bitcoin

Il timore di perdere un’occasione è un grande stimolo a investire. In effetti, è difficile ignorare un asset che ha guadagnato più del 500.000% solo in pochi anni, suscitando dichiarazioni di grande eco da parte di personaggi come Elon Musk e Warren Buffett.

Il Bitcoin e le altre criptovalute hanno catturato l’immaginazione degli investitori e i professionisti finanziari si sono ritrovati in mezzo a un dibattito sempre più frenetico sul dilemma tra buttarsi nella mischia o starne alla larga.

Certo, potrebbe far comodo ridurre il Bitcoin a una moda passeggera e dire ai clienti che non sia adatto ai loro portafogli. Tuttavia, con alcuni clienti potrebbe non essere sufficiente limitarsi a sorvolare sull’argomento. Inoltre, il tema stesso offre un’importante opportunità per comprendere meglio la tolleranza al rischio dei propri clienti.

“Se avete un cliente che vuole davvero comprare Bitcoin, dirgli semplicemente di non farlo sarebbe un disservizio” afferma Barbara Burtin, analista di investimenti azionari di Capital Group che si occupa del settore bancario. “Possederne una piccola quantità, in realtà, potrebbe essere un’esperienza formativa”.

Che cos’è il Bitcoin?

Il Bitcoin è di gran lunga la versione più popolare all’interno di una classe di attivi progettati per creare una valuta digitale attraverso la crittografia avanzata. Altre criptovalute popolari sono l’Ethereum, il Ripple e il Litecoin. A differenza delle valute tradizionali, il Bitcoin funziona senza un’autorità o banca centrale e non è garantito da alcun governo.

Il Bitcoin vede la luce nel 2008, quando un programmatore anonimo operante sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto pubblicò un white paper che illustrava la tecnologia e il codice necessari ad abilitare la criptovaluta.

Il documento descriveva soprattutto il processo di “estrazione” per creare nuovi bitcoin. I Bitcoin vengono estratti utilizzando algoritmi informatici che risolvono una serie di calcoli. Questi calcoli, dispendiosi in termini di tempo, verificano i bitcoin e ne consentono la creazione di nuovi. Possono essere estratti solo 21 milioni di bitcoin e diventano più dispendiosi in termini di tempo man mano che aumentano di numero.

 

Forte volatilità

“I Bitcoin tendono ad attirare molta attenzione ogni volta che sono interessati da un’impennata di valore”, spiega Alan Wilson, responsabile di portafoglio in Capital Group. “Ma si tenga presente che a un certo punto le cose potrebbero andare nella direzione opposta. Chiunque voglia speculare deve essere preparato a una volatilità estrema in entrambe le direzioni”.

In effetti, il 17 aprile il Bitcoin ha registrato un forte calo, perdendo quasi il 14% in un’ora, per poi recuperare. Il crollo temporaneo sembra essere stato innescato da indiscrezioni non confermate su Internet che le autorità statunitensi stessero progettando di colpire il riciclaggio di denaro tramite criptovalute. Alcuni giorni prima, il Bitcoin e altre criptovalute erano saliti con l’apertura al pubblico della piattaforma di trading Coinbase, attirando una valutazione di 86 miliardi di dollari.

È noto che anche i tweet del CEO di Tesla, Elon Musk, abbiano contribuito alla volatilità dei prezzi del Bitcoin. Ad esempio, la sua promessa a febbraio di accettare Bitcoin come forma di pagamento per i veicoli Tesla ha fatto impennare la criptovaluta. Poi la sua inversione di marcia, a maggio, ha innescato uno smottamento. Nel frattempo, l’11 maggio la Securities and Exchange Commission ha pubblicato una dichiarazione in cui si richiamava l’attenzione sui fondi comuni d’investimento esposti al mercato dei futures sul Bitcoin, sostenendo che gli investitori dovessero “concentrarsi sul livello di rischio che stanno assumendo” e capire se fossero a proprio agio con tale rischio.

Tralasciando le nozioni di base del Bitcoin, quali sono i temi principali da considerare quando si discute di criptovalute con i clienti? Diversi professionisti di Capital Group che hanno studiato le criptovalute hanno formulato questi quattro concetti:

 

1. Indicarne i limiti e considerarlo come un’esperienza formativa

È facile per gli investitori realizzare come 100.000 dollari investiti in Bitcoin cinque anni fa valgano oggi più di 14 milioni di dollari. Ma è vostra responsabilità spiegare che risultati così spettacolari del passato non sono una previsione delle prestazioni future.

Data l’estrema volatilità del Bitcoin, si potrebbe dire ai clienti che sono convinti di doverlo possedere di dedicare non più dell’1% del loro portafoglio a qualsiasi criptovaluta, suggerisce Burtin. “Se un cliente insiste di voler assolutamente investirvi, consigliategli d’investire non più di quanto possa permettersi di perdere”, aggiunge.

Inoltre, possedere una piccola quantità di criptovaluta potrebbe essere utile come esercizio formativo, secondo Burtin. Avere un interesse diretto è un modo per incoraggiare i clienti ad approfondire le criptovalute. È anche un modo per valutare la loro reale tolleranza al rischio e osservare le reazioni ad alti livelli di volatilità del mercato.

 

2. Spiegare i rischi principali

Alcuni clienti potrebbero riconsiderare l’idea di acquistare Bitcoin una volta capiti i suoi limiti, dichiara Douglas Upton, analista d’investimento azionario di Capital Group che si occupa di metalli e miniere.

 

Rischio 1: Il Bitcoin è poco pratico come mezzo di scambio, se lo si pensa come una risorsa. La disponibilità di Bitcoin è limitata e nuovi bitcoin possono essere “estratti” solo utilizzando sistemi informatici ad alta potenza che macinano algoritmi. Il processo richiede così tanta potenza di calcolo che le miniere di criptovaluta consumano circa lo 0,6% dell’elettricità mondiale, più di quella utilizzata da tutta l’Argentina, secondo il Bitcoin Electricity Consumption Index gestito dal Center for Alternative Finance dell’Università di Cambridge. Man mano che il prezzo aumenta, diventa più redditizio per gli speculatori installare computer ad alta potenza per le operazioni di estrazione. L’aumento dell’estrazione porterebbe a un aumento del consumo di elettricità, in gran parte nei luoghi in cui l’elettricità è a base di carbone e quindi genera emissioni significative di CO2, afferma Upton.

Rischio 2: È improbabile che i governi permettano che il bitcoin continui a diffondersi senza controlli, afferma Upton. “Il Bitcoin mira a sostituire le valute sovrane”, osserva. “Se lo si lasciasse proliferare, potrebbe ridurre la capacità dei governi e delle banche centrali di controllare la politica monetaria e tassare gli utili e la ricchezza”. Di conseguenza, i legislatori di tutto il mondo potrebbero decidere di rendere più difficile l’uso del Bitcoin. La Corea del Sud ha recentemente introdotto una legislazione per regolamentare le criptovalute al fine di limitare il potenziale riciclaggio di denaro e altre attività illegali. La Cina, che in passato ha contrastato duramente le criptovalute, ha appena introdotto la propria valuta digitale e gli Stati Uniti potrebbero un giorno seguire l’esempio con un “dollaro digitale”.

Rischio 3: Il Bitcoin non è un portatore di valore stabile. Alcuni investitori potrebbero essere attratti dalle criptovalute come mezzo per immagazzinare valore, ma ci sono stati diversi casi di furto di bitcoin. Alcuni proprietari sfortunati hanno perso l’accesso ai loro fondi per aver smarrito o dimenticato le loro chiavi digitali personali. Poiché il Bitcoin non è controllato da alcuna autorità centrale, non c’è nessuno da contattare per assistenza.

Rischio 4: Carry negativo. Gli investitori di norma sono remunerati per detenere la maggior parte delle valute principali, compreso il dollaro USA, sotto forma di interessi, afferma Upton. Ciò non vale per i Bitcoin, che per i suoi investitori potrebbe rappresentare un mancato guadagno in termini di interessi. Lo stesso vale per l’oro. Questo è chiamato un carry negativo, il che significa che gli investitori possono perdere denaro semplicemente detenendo l’asset.

Rischio 5: Il Bitcoin non è sempre una copertura contro il rischio azionario degli Stati Uniti, afferma Jens Sondergaard, analista valutario di Capital Group. Un’idea diffusa tra i sostenitori del Bitcoin è che esso fornirebbe una protezione nei periodi di ribasso dei mercati azionari. Anche se ciò a volte si è verificato, il Bitcoin non ha agito come copertura efficace durante il periodo ribassista tra fine febbraio e marzo 2020. Il prezzo è sceso drasticamente, seguito da un rimbalzo e poi da un forte movimento al rialzo. “Non è ancora chiaro se il Bitcoin possa agire come copertura” afferma Sondergaard. “Gli investitori dovrebbero essere attenti a non fare troppe ipotesi sul suo comportamento in contesti di mercato diversi”.

3. Riconoscere il potenziale della tecnologia sottostante

Sebbene ci siano certamente grandi rischi associati al Bitcoin e alle altre criptovalute, esse hanno anche portato a innovazioni rivoluzionarie, dice Ninou Sarwono, specialista di tecnologie emergenti di Capital Group.

 

Innovazione 1: Blockchain. Si pensi al Bitcoin come alla prima applicazione della blockchain, la tecnologia sottostante che alimenta i ledger digitali che possono essere condivisi su reti pubbliche o private e tiene traccia delle transazioni. Questi ledger sono creati a partire dalle transazioni, approvati dai partecipanti alla rete e registrati come blocchi di informazioni. Man mano che si accumulano più blocchi di transazioni, queste vengono concatenate in modo sicuro alle transazioni meno recenti. Queste catene di dati possono essere condivise ed espanse da partner commerciali, fornendo un modo più semplice ed efficiente di gestire le transazioni finanziarie.

La tecnologia sottostante al Bitcoin è già utilizzata da molti grandi istituti finanziari. Indipendentemente dal destino del Bitcoin, il futuro della blockchain sembra molto promettente, afferma Sarwono.

Innovazione 2: Offerte iniziali di moneta (ICO). Le ICO sono un modo per le aziende di raccogliere denaro per la loro attività utilizzando una criptovaluta. I proventi finanziano nuovi progetti, mentre gli acquirenti ricevono dei “gettoni” (token) che in molti casi possono essere scambiati o utilizzati per acquistare beni e servizi dalla società emittente. I gettoni assomigliano alla raccolta punti dei programmi fedeltà, spiega Sarwono.

Tali innovazioni potrebbero cambiare il modo in cui le imprese raccolgono denaro e ampliare l’universo di società in cui investire. Tuttavia, ribadiamo che ciò comporta delle insidie. Le autorità regolamentari mettono in guardia sul fatto che le ICO non siano registrate e, pertanto, siano facile bersaglio di frodi. In effetti, ci sono stati diversi problemi associati a questi veicoli.

Innovazione 3: Nuove possibilità per alcune parti del mondo. L’attrattiva della criptovaluta tende ad essere maggiore nei paesi con valute meno stabili, dichiara Burtin. Come l’oro, le criptovalute possono essere viste come un modo per proteggere il valore. Una regolamentazione più avanzata potrebbe permettere di preservare i benefici delle criptovalute e controllarne gli inconvenienti.

4. Utilizzare il Bitcoin per comprendere meglio la psicologia degli investitori

Anche se può sembrare prudente per i consulenti scoraggiare qualsiasi tentativo da parte dei clienti di acquistare Bitcoin o altre criptovalute, ci sono validi motivi per esplorare le opzioni a disposizione. La migliore di queste potrebbe riguardare la psicologia dell’investitore.

Se un cliente acquista dei Bitcoin, è possibile misurare la sua reazione ad alti livelli di volatilità del mercato. Si tratta di un modo utile e realistico per comprendere l’effettiva tolleranza al rischio, al di là di quanto rilevato nei sondaggi standard adoperati con i clienti, spiega Burtin. Questa incursione nella psicologia del cliente potrebbe rivelarsi utile nella progettazione di un piano di allocazione degli attivi per il suo portafoglio.

“Il comportamento è davvero importante quando si investe”, afferma. “Va oltre la questione del Bitcoin. È un esperimento sociale”.

Barbara Burtin

LEAVE A COMENT