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Aviva Assicurazioni

Conoscenza degli strumenti finanziari degli Italiani.

30 Lug 2020, by Your Solution in AVIVA, Aviva Assicurazioni, educazione finanziaria, financial literacy, The European House - Ambrosetti

18,5 milioni di famiglie italiane non utilizzano strumenti finanziari: la scarsa conoscenza delle possibilità di investimento frena la ripresa economica

Aviva Assicurazioni e The European House – Ambrosetti pubblicano un’anticipazione del Global Attractiveness Index 2020 e analizzano il tema della conoscenza degli strumenti finanziari degli italiani.

Emerge che:

•    L’Italia è l’ultimo Paese del G20 per educazione finanziaria, con un punteggio medio di 3,5 su 9
•    Il 63% della popolazione non si fida degli intermediari finanziari e il 28% della sovrastima la propria cultura finanziaria
•    Un basso livello di educazione finanziaria produce accumulo di liquidità: chi non ha investito in strumenti finanziari ha perso il 30% di ricchezza potenziale in termini reali negli ultimi 15 anni

Dallo studio emerge che un basso livello medio di educazione finanziaria come quello presente in Italia, ultima tra i Paesi del G20 con un punteggio medio di 3,5 su 9, produce un eccessivo accumulo di liquidità e frena lo sviluppo dei mercati finanziari (non a caso l’Italia è l’ultimo Paese in Europa per dimensioni del mercato Venture Capital).

Non solo, l’accumulo di liquidità ha anche un costo nascosto, in quanto il valore reale della moneta viene eroso dall’inflazione: chi non ha investito negli ultimi 15 anni ha perso circa il 30% di ricchezza potenziale in termini reali.

Un’ulteriore conferma del basso livello di conoscenza degli strumenti finanziari arriva dalla scarsa adozione di strumenti di investimento da parte degli italiani.

I dati di Banca d’Italia rielaborati da The European House – Ambrosetti evidenziano che sono 18,5 milioni le famiglie residenti nel Paese che non utilizzano strumenti finanziari. Un risultato dovuto anche alla poca fiducia nei confronti degli intermediari finanziari: secondo l’ultimo Rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, rielaborati da The European House – Ambrosetti, il 63% della popolazione non si fida degli intermediari finanziari. Come conseguenza, l’80% sceglie il “fai da te”, anche affidandosi a consigli di amici, colleghi e parenti e basandosi su una confidenza eccessiva delle proprie capacità: ben il 28% della popolazione sovrastima la propria cultura finanziaria.

Ne deriva che anche chi investe, lo fa senza cogliere le opportunità del mercato. Ad esempio l’87% della popolazione non investirebbe in SRI, ignorando decine di studi che dimostrano come gli investimenti socialmente responsabili presentano profili di rischio-rendimento migliori.

Fenomeno che risulta evidente anche analizzando gli ultimi dati pubblicati da Ania, secondo i quali, per esempio, soltanto il 46% delle abitazioni ha una assicurazione contro l’incendio e per quasi un caso su cinque, si tratta di coperture sottoscritte in quanto automaticamente collegate al mutuo.

Non solo, le case protette dai rischi derivanti da calamità naturali superano di poco il 3% di quelle presenti sul territorio, mentre ben il 75% degli immobili residenziali è esposto a un simile rischio.

FONTE:  AVIVA

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