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FINANZA: VIZI E VIRTU’

E per il 2019? FINANZA: VIZI E VIRTU’

31 Dic 2018, by Your Solution in educazione finanziaria, FINANZA ABC - il Risparmio di Oggi e' il Pane di Domani

FINANZA: VIZI E VIRTU’

Verso la fine del ‘700 l’economista Adam Smith, attraverso lo studio dei comportamenti dei mercati finanziari in relazione agli schemi di comportamento della società e del singolo individuo, riuscì ad avvalorare la tesi che le persone non sono completamente razionali e i mercati non sono del tutto efficienti.

In questo 2018 in cui i mercati ci hanno ricordato il significato di Volatilità e di Rischio, la finanza comportamentale ci viene in aiuto per capire come goverare il mix di economia, finanza e psicologia nel nostro processo di pianificazione.

Le emozioni possono incidere sulle decisioni degli investitori, possono portare a scelte irrazionali e il nostro vissuto, le esperienze del passato di scelte sbagliate possono influenzare anche le nuove scelte per il futuro.

Questo errore di tipo induttivo, che si chiama Euristica, può determinare operatività sbagliata, rischiando di posizionarsi male sul mercato e di perdere molti soldi; ad esempio con l’effetto gregge l’investitore che segue le “mode finanziarie” (ricordate i bond argentina, i BIT-COIN?), senza comprendere se la stessa decisione sia coerente con la propria pianificazione.

Quando le emozioni sono sotto controllo, un investitore può cadere in errori come l’eccessiva sicurezza, come l’illusione di avere il controllo su fenomeni che in realtà sono incontrollabili; è il caso delle inefficienze dei mercati, quando i mercati si muovono in modo irrazionale e soprattutto in modo inefficiente; a causa di errate valutazioni dei prezzi o di anomalie sui ritorni degli investimenti.

Queste inefficienze sono determinate da irregolarità del comportamento dei soggetti chiamati in causa, come gruppo di operatori, non come singolo, perché le decisioni individuali non possono avere un’influenza così ampia.

L’investitore irrazionale compie scelte di pancia, senza riportare l’attenzione sulle decisioni pianificate, in modo frequente si lascia ingannare dall’avversione alle perdite, che è così forte che una perdita pesa 2,5 volte più di un guadagno della stessa entità; questo è talmente vero che, se l’investitore avesse già sperimentato una perdita, potrebbe farsi prendere dalla tentazione di rischiare per tornare velocemente in pari, un po’ come succede con i giocatori d’azzardo… inutile dire quanto sia alto il rischio di peggiorare le perdite.

Superata la teoria classica che si basa sul concetto di homo economicus, perfettamente razionale e asettico nelle sue scelte di investimento e se dovessimo pensare agli errori in Finanza accostandoli ai sette vizi capitali potremmo iniziare sicuramente dal numero 6:l’ IRA.

L’ira è il sentimento improvviso e violento suscitato dal comportamento di persone o da avvenimenti, esso rimuove i freni inibitori che presiedono le scelte del soggetto coinvolto.

L’ira offusca la mente, l’iracondo può infatti provare una profonda avversione non solo verso qualcosa o qualcuno, ma in alcuni casi anche verso se stesso. Questo sentimento è molto presente nel mondo della Finanza, è un’emozione nemica per gli investitori che si trovano a dover assumere decisioni in un mercato difficile e in cui è necessario distinguere i rischi del processo d’investimento.

Nei momenti in cui il mercato incamera delle perdite, la maggior parte degli investitori perde la propria lucidità e viene offuscata dall’ira, e allora incolpare gli altri, non ascoltare consigli, uscire dal mercato in modo radicale sono le reazioni dell’ira.

Il successivo passo sugli errori mi fa pensare al peccato numero 7: l’Accidia.

L’accidia si manifesta come negligenza e indifferenza della persona che ne soffre, a cui si aggiunge un sentimento di tristezza e soprattutto di noia nel vivere la vita. Egli nutre disinteresse verso ogni forma di iniziativa o di azione, immerso com’è nel suo torpore malinconico. 

Equivale all’inazione, al non prendere decisioni per paura delle delusioni e dell’incertezza del cambiamento; la scarsa percezione dell’importanza della pianificazione previdenziale è un esempio, purtroppo sono molte le persone che preferiscono non curarsi dei propri risparmi per disinteresse o pigrizia o disillusione, la parte emotiva del nostro cervello si attiva solo quando siamo esposti ad una gratificazione immediata; esiste una mancata percezione del rischio in ambito previdenziale, proprio perché percepita come distante.

Al terzo posto tra gli errori considero la Lussuria (vizio capitale n.3) è l’accecamento della mente e il turbamento della volontà. Si compie un abbandono volontario ai piaceri che per l’eccessivo desiderio porta all’incapacità di controllare le proprie passioni, la continua ricerca di nuove esperienze ed emozioni senza essere mai appagati. 

La Lussuria vizio tipico del consumismo moderno, il voler avere tutto, subito e nel modo più semplice possibile, compresi i guadagni.

La ricerca di facili guadagni può portare persone incompetenti e impreparate a decidere di tentare la fortuna in attività finanziarie che non conoscono in modo approfondito, complice anche lo scarso livello di educazione finanziaria che caratterizza il nostro Paese; il desiderio smodato di facili ricchezze e la promessa di poterle ottenere senza fatica e senza studi è molto pericoloso.

Il quarto errore che considero è l’Invidia (vizio capitale n.4), quello stato d’animo o sentimento spiacevole che nasce dal volere per sé un bene o una qualità altrui, è spesso accompagnata da avversione e rancore verso chi possiede tale bene. L’invidia in ambito finanziario è il desiderio di avere ciò che hanno gli altri, perché è migliore conformarsi alle scelte altrui, è il senso di appartenenza ad un gruppo che porta a modificare il proprio comportamento, i propri giudizi e le proprie percezioni per conformarsi alle aspettative del gruppo.

Conformarsi agli investimenti degli altri per invidia non è un atteggiamento costruttivo né denota visione e strategia, ognuno di noi ha i propri obiettivi, il proprio profilo di rischio e il proprio orizzonte temporale.

La superbia, vizio capitale n.1, fa da controaltare all’invidia, sproporzionata stima di sé, delle proprie abilità e dei meriti che ne conseguono, che siano essi reali o presunti.

La superbia si manifesta esteriormente con un atteggiamento altezzoso, sprezzante e con un ostentato senso di superiorità nei confronti degli altri. 

L’investitore superbo effettua valutazioni e scelte in base ad informazioni poco accurate, a sopravvalutare la correttezza delle proprie previsioni e al pensiero di poter essere immuni dagli errori che commettono tutti gli altri; ad esempio l’overconfidence, l’eccesso di sicurezza sovrastima le proprie abilità decisionali e sottostima il rischio.

Al sesto posto del nostro elenco di errori comportamentali vediamo l’Avarizia, vizio capitale n.2, il desiderio di possedere e conservare denaro, beni o oggetti di valore per sé stessi in quantità di molto maggiori a quanto necessario per la sopravvivenza o per una vita comoda; conta quindi semplicemente l’avere piuttosto che il fruire di ciò che si ha.

L’eccessivo attaccamento al denaro, offusca la visione razionale delle situazioni, così in ambito finanziario impedisce di effettuare scelte obiettive.

In finanza l’avarizia è l’ansia di accumulare ricchezza ad ogni costo che rischia di farci perdere di vista l’obiettivo, la pianificazione e i nostri orizzonti temporali; ad esempio l’investitore avaro è fortemente avverso alle perdite.

La gola, vizio capitale n.5, è l’ultimo errore comportamentale che vediamo ed  è il desiderio di ingurgitare cibi, bevande o sostanze più di quanto l’individuo necessiti. L’ingordo mostra comportamento di sfrenatezza e di lascivia al posto della modestia e del controllo di sé.

Il peccato di Gola alimenta le cosiddette Bolle Finanziarie, ricordate la crisi dei mutui subprime? E quella più datata dei Tulipani?… non esistono guadagni facili.

Qualche consiglio?

  1. Non lasciarsi trascinare dall’effetto gregge. Occorre sempre analizzare la propria situazione e decidere in base alle proprie esigenze.
  2. Diversificare gli investimenti in modo da spalmare e ridurre il rischio
  3. Affidarsi a un consulente finanziario competente che possa personalizzare la strategia finanziaria in base ala nostra specifica capacità finanziaria e ai nostri obiettivi. Non seguire i consigli di parenti, amici e conoscenti. Le loro scelte finanziarie, seppur redditizie, potrebbero non essere adatte alle vostre esigenze.

Articolo apparso sul settimanale Mondo Padano

Giusy Biondelli Educatrice e Consulente Finanziaria

Giuseppina Biondelli

Educatrice Aief e Consulente Finanziaria certificata Efpa-Italia

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