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esselunga - caprotti la lezione

ESSELUNGA.

il 23% dei leader delle aziende di famiglia ha piu’ di 70 anni,solo il 18% di queste imprese prevede di avere un passaggio generazionale nei prossimi 5 anni .Spesso una succession inadeguata affonda le aziende. SOLO il 30% sopravvive al fondatore

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Il testamento di Bernardo Caprotti consegna Esselunga alla seconda moglie Giuliana Albera e alla ultimogenita Marina Sylvia. Nelle sue ultime volontà, aperte dal notaio Carlo Marchetti alle 16 e 30 nel suo studio di Via dell’Agnello a Milano, il patriarca – a quanto si apprende – ha destinato loro il 25% della quota disponibile dell’eredità, lasciando ai figli di primo letto, Giuseppe e Violetta – cui il documento è stato letto in un secondo momento, alle 18 – unicamente la quota legittima, pari al 16,6% ciascuna. In questo quadro a Albera e figlia va il 66,63% della Supermarkets Italiani, la holding del gruppo della grande distribuzione. Al primogenito e alla seconda figlia, che nel 2011 si erano visti revocare dal padre la totalità delle azioni, resterà il 16,6% ciascuno, in tutto il 33,3%, nemmeno sufficiente a formare una minoranza di blocco. Un testamento all’insegna della continuità manageriale per l’Esselunga oggi guidata dal presidente Vincenzo Mariconda e dall’ad Carlo Salza.

Quanto al patrimonio personale, dal testamento emerge che Caprotti ha lasciato la metà dei suoi risparmi alla segretaria Germana Chiodi, alla quale negli anni passati aveva già fatto una donazione milionaria, e per l’altra metà ai nipoti. Si tratta dei tre figli di Giuseppe Caprotti e di Andrea e Fabrizio, figli di Claudio, fratello del fondatore di Esselunga, suo socio agli inizi dell’avventura imprenditoriale nei supermercati.

ci sono disposizioni che riguardano anche il patrimonio artistico. Diversi quadri sono stati donati al museo del Louvre. Mentre a tutti i nipoti di Bernardo Caprotti è stato lasciato del denaro.

fonte: lastampa

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