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fondi pensione e polizze vita Proteggere il futuro?

16 Gen 2017, by Your Solution in Your-Solution

fondi pensione e polizze vita

tre pilastri della previdenza

La scelta di aderire o meno ad un fondo pensione è volontaria e personale e chi intende aderire ha diverse possibilità, potendosi avvalere di una forma pensionistica collettiva oppure individuale.

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fondi pensione e polizze vita

Proteggere il futuro: fondi pensione e polizze vita
Sono tre i pilastri del sistema pensionistico: il primo è rappresentatodalla previdenza obbligatoria erogata dall’Inps che assicura la pensione dibase, affiancato da fondi pensione e assicurazioni individuali.

Il compito di raccogliere i contributi previdenziali e di pagare le pensioni è oggi principalmente affidato a un soggetto pubblico specializzato, l’INPS.

Lapensione obbligatoria (cioè derivante dal pagamento dei contributi obbligatori per legge) costituisce dunque il primo e principale pilastro della previdenza.

Considerato che la pensione obbligatoria può non assicurare da sola un adeguato tenore di vita, i lavoratori possono scegliere di destinare una parte del proprio risparmio alla costruzione di una rendita aggiuntiva, versando contributi alle forme pensionistiche complementari. Il versamento dei contributi è libero e volontario.

Le forme pensionistiche complementari si distinguono in due categorie: – i fondi pensione, istituiti da banche,assicurazioni, SGR e SIM, possono essere- chiusi (a cui possono iscriversi solo i lavoratori che appartengono ad una determinata categoria professionale o geografica)
-o aperti ( a cui si può iscrivere chiunque)- i piani pensionistici individuali (PIP) e le Forme pensionistiche integrative (FIP)In entrambi i casi è prevista un’attenta vigilanza COVIP (Commissione di Vigilanza per i Fondi Pensione).PIP e FIP costituiscono dunque il terzo pilastro della previdenza e si realizzano mediante polizze assicurative (contratti di assicurazione sulla vita a scopo previdenziale).

Fondi pensione sotto la lente La legge prevede due tipologie di fondi pensione:

Fondipensione chiusi (o negoziali)Sono quelli che scaturiscono da contratti o accordi collettivi anche aziendali che individuano l’area dei destinatari, cioè i lavoratori ai quali il fondo si rivolge sulla base dell’appartenenza ad un determinato comparto, impresa ogruppo di imprese o ad un determinato territorio (es. Regione o Provincia autonoma).

Il fondo pensione negoziale è un soggetto giuridico autonomo dotato di organi propri (assemblea, organi di amministrazione e controllo eresponsabile del fondo, ecc.). L’attività del fondo consiste essenzialmente nella raccolta delle adesioni e dei contributi, dell’individuazione della politica di investimento delle risorse, nella gestione finanziaria e nell’erogazione delle prestazioni;

Fondi pensione aperti Sono quelli istituiti direttamente da: – banche;
– società di intermediazione mobiliare;
– compagnie di assicurazione;
– società di gestione del risparmio.

Nell’ambito del patrimonio della società che li istituisce,i fondi pensione aperti costituiscono un patrimonio separato ed autonomofinalizzato esclusivamente all’erogazione delle prestazioni previdenziali.L’adesione ai fondi aperti può avvenire in forma collettiva o individuale.

La gestione finanziaria del fondo aperto è svolta generalmente dalla stessasocietà che lo ha istituito. Destinatari

Dal 1° gennaio 2001 non è più richiesto come requisito la titolarità di redditi di lavoro (dipendente o autonomo) o d’impresa, e nemmeno l’esistenza di una posizione previdenziale pubblica.

Quindi, può sottoscrivere una Fip anche chi non è titolare di reddito di lavoro o d’impresa, e chi è fiscalmente a caricodi altri soggetti. Le FIP Conil termine “Fip” si definisce la Forma Individuale di Previdenza,ossia un vero e proprio piano pensionistico a cui si accede su base individuale attraverso la sottoscrizione di un contratto di assicurazione sulla vita, conprestazioni rivalutabili collegate a fondi comuni di investimento o a gestioni separate assicurative.

Sia la Fip che i fondi pensione seguono il medesimo processo: il contraente versa un contributo che, depurato dai costi di ingresso, viene fatto confluire in un sistema gestionale con capitalizzazione, che determina la rivalutazione dei contributi versati.

La normativa di riferimento è pressoché la stessa. Adifferenza del fondo pensione, che prevede costo di ingresso e gestione, switche penali, però, nella Fip l’assenza di uno schema normativo di riferimentorende difficoltoso definire la componente costi.

Trai più comuni troviamo il caricamento in cifra fissa o in percentuale sulversamento, le commissioni di gestione in percentuale sul patrimonio e le spesedi trasferimento e switch. Altri contratti invece prevedono un caricamento più elevato sul primo premio, un costo di ingresso una tantum, diritti generici per spese, prelevati su ogni contributo o in misura unica una volta l’anno, costi di riscatto.

Un’altraimportante distinzione tra Fip e fondi pensione è rappresentata dalla presenza nelle Fip del bonus fedeltà che permette dopo 10-15 anni di avere una restituzione parziale delle spese di caricamento iniziali.

L’alternativa delle polizze vita (le PIP)La polizza vita (sottostantedel piano pensionistico individuale) è una valida pensione integrativa?Innanzitutto bisogna chiarire che cosa si intenda con “assicurazione sullavita” s’intendono diversi tipi di polizza. Fondamentalmente si distinguetra l’assicurazione per il caso morte, l’assicurazione per il caso vita e unaforma mista delle prime due.

Aqueste possono essere affiancate una serie di prestazioni accessorie, come ades. l’assicurazione contro malattie o infortuni. Attenzione: ad ogni prestazione dell’impresa assicuratrice corrisponde unaspecifica parte del premio versato annualmente dall’assicurato.

Maggiore è il numero di prestazioni previste, minore è la quota di premio annuo riservata aciascuna di esse e quindi anche la relativa copertura assicurativa.

Datoche le assicurazioni per il caso vita sono nient’altro che una semplice forma di risparmio, cioè una forma di investimento, è importante esaminarle attentamente e confrontarle con le altre soluzioni presenti sul mercato. Nell’investimento si distingue sostanzialmente tra- una prima fase, o fase dell’accumulo (il contraente paga all’assicurazione un importo in unica soluzione o dei premi a intervalli regolari ?

generalmente ogni anno o ogni semestre ?per un periodo di tempo concordato (compreso tra 1 e 35 anni),

– e una seconda fase, o fase della liquidazione (pagamento a beneficio dell’assicurato di una rendita periodica o di un capitale in unicasoluzione).

L’ammontare della rendita o del capitale dipende da molti fattori,ad esempio dall’entità dei premi versati, da un’adeguata politica di investimento (come vengono investiti i premi nel corso degli anni) e dalla distribuzione da parte dell’impresa assicuratrice degli utili agli assicurati (in quale misura gli utili realizzati vengono riconosciuti all’assicurato).

Quali rischiMai veri punti di forza delle polizze vita classiche sono due: la separatezza del patrimonio gestito e il consolidamento annuo dei rendimenti.

Questi prodotti, infatti, si basano sulle gestioni separate, vale a dire su unportafoglio distinto dal patrimonio della compagnia vita: nel caso chequest’ultima fallisse il beneficiario della polizza non avrebbe nulla da temere in quanto il suo capitale accumulato con la polizza non rientrerebbe nell’attivo fallimentare della compagnia ma verrebbe liquidato al 100% al legittimo proprietario.

Inoltre, i rendimenti annuali sono certificati da una società di revisione e consolidati: in questo modo il capitale accumulato si rivaluta a quel preciso tasso e può solo aumentare anno dopo anno.

 

FONTE: la stampa

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