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La Fed non alzerà i tassi nel 2019

20 Mar 2019, by Your Solution in BCE, DOLLARO, educazione finanziaria, FED, Maurizio Poli -Educatore Finanziario, TASSI, Your-Solution

La Fed non alzerà i tassi nel 2019

La scelta è stata fatta dal Fomc, che manterrà il range 2,25-2,5%. Una linea morbida che fa il paio con la revisione al ribasso della previsione di crescita, portata dal 2,3% al 2,1%. Anche l’inflazione rallenterà. Si deprezza il dollaro

Come previsto la Federal Reserve non alza e non alzerà i tassi d’interesse per tutto il 2019.

La decisione è arrivata oggi dal Fomc, il braccio operativo della banca centrale Usa, che ha deciso all’unanimità di lasciare invariati i tassi di interesse sui Fed Funds nel range tra il 2,25% e il 2,5%.

Inoltre, nelle loro guidance individuali sui tassi 11 dei 17 membri del board hanno segnalato di non prevedere nuovi rialzi dei tassi nel corso del 2019 rispetto alle proiezioni prevalenti nel corso del meeting di dicembre, che vedevano due rialzi tassi per quest’anno.

Il grafico a punti con cui i membri della Fed segnalano le loro guidance sui tassi, vede ancora in prevalenza la previsione di un rialzo dei tassi nel 2020.

Contestualmente l’istituto presieduto da Jerome Powell ha abbassato le stime di crescita dell’economia americana, portandole dal prcedente tasso di upside del 2,3% all’attuale 2,1%.

Inoltre, la Fed ha riferito che conta di completare la riduzione della mole del suo bilancio entro settembre.

“Alla luce degli sviluppi economici e finanziari globali e delle limitate pressioni inflazionistiche, il Fmoc resterà paziente nel determinare quale futuro aggiustamento dei target sui Fed Funds potrà essere appropriato”, si legge nella nota diramata nella serata italiana.

“Il nostro outlook è positivo”, ha – aggiunto Powell in conferenza stampa, “il Fomc continua a prevedere una crescita poco sopra il 2%, i fondamentali economici Usa restano molto forti”.

Tuttavia i segnali inviati oggi dalla Fed confermano un orientamento generalizzato ad ammorbidire la linea, visto negli ultimissimi mesi da diverse banche centrali a seguito del rallentamento che sta coinvolgendo l’economia globale.

A inizio marzo per parte sua la Bce aveva segnalato il rinvio di almeno sei mesi del suo primo ipotetico rialzo dei assi di interesse da 9 anni a questa parte.

La Federal Reserve, nelle stime sull’economia statunitense diffuse a seguito del Fomc, prevede che crescita e inflazione negli Stati Uniti rallenteranno nel 2019 e 2020, mentre il mercato del lavoro rimarrà solido.

L’indice dei prezzi per i consumi personali, la misura di inflazione prevista dalla Fed, dovrebbe fermarsi all’1,8% nell’anno in corso, rispetto all’1,9% stimato a dicembre.

Mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe infine attestarsi mediamente al 3,7% nel corso del 2019.

Così, in seguito a queste decisioni e previsioni, il dollaro ha segnato un repentino deprezzamento, con l’euro schizzato fino a 1,1435 dollari, sui massimi da inizio febbraio, mentre Wall Street ha ripresa slancio dopo le perdite mattutine nel pomeriggio l’indice Dow Jones segna un più 0,1%, lo S&P 500 un più 0,33% e il Nasdaq un più 0,65%.

FONTE: MILANO FINANZA

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