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PATTO DI FAMIGLIA CASSAZIONE

Patto di Famiglia -Tassazione più onerosa

21 Gen 2019, by Your Solution in educazione finanziaria, eredità, passaggio generazionale, successione, trust&famiglia

Tassazione più onerosa per il patto di famiglia, ecco le nuove regole

La Cassazione è intervenuta a  fare chiarezza sulla tassazione del patto di famiglia, con la recente ordinanza del 19 dicembre 2018 numero 32823.

Ricordiamo che il patto di famiglia disciplinato dagli art. 768 bis del codice civile prevede che il titolare di un’azienda (o di quote societarie) possa attribuire in vita la proprietà dell’azienda (in tutto o in parte) al discendente che ritiene più capace di proseguire l’attività imprenditoriale.

Il discendente deve poi liquidare gli altri legittimari con un valore pari alla legittima dagli stessi non percepita con riferimento all’azienda.

Più precisamente, la Suprema Corte:

– ha ribadito che al patto di famiglia si applica l’imposta sulle donazioni (salve le esenzioni dell’art 3 comma 4 ter D.Lgs. 346/1990) sia per quanto concerne il trasferimento dell’azienda o della partecipazione sociale dal disponente al discendente, sia per quanto riguarda la corresponsione di una somma compensativa della quota di legittima dall’assegnatario dell’azienda o della partecipazione sociale  ai legittimari non assegnatari;

– ha stabilito, per la prima volta, che a quest’ultima corresponsione si applica l’imposta sulle donazioni facendo riferimento non al rapporto di parentela e/o di matrimonio intercorrente tra disponente e assegnatario o tra disponente e legittimario, bensì a quello tra assegnatario e legittimario non assegnatario.

L’aliquota e la franchigia devono essere, quindi, quelle determinate dai rapporti in essere tra beneficiario assegnatario e legittimario non assegnatario.

La questione non è di poco conto.

Non tanto per aver precisato l’applicabilità dell’imposta sulle successioni e le donazioni anche alle attribuzioni effettuate dal beneficiario assegnatario al beneficiario non assegnatario.

Perché questo era già stato chiarito da tempo sia dall’amministrazione finanziaria con le circolari 3/E 2008 (par. 8.3.2) e 18/E 2013 (par. 5.3.2),  sia dal Consiglio Nazionale del Notariato  (studio 43/2007/T par. 3.1; studio 36/2011/T).

L’elemento di novità introdotto dalla pronuncia in questione riguarda, piuttosto, la presa di posizione sui criteri di tassazione da utilizzare, basati sul rapporto di parentela tra beneficiario assegnatario e beneficiario non assegnatario.

Su quest’ultimo punto, infatti, l’amministrazione finanziaria non si era ancora espressamente pronunciata e il Notariato aveva ritenuto rilevante ai fini della tassazione il rapporto di parentela di linea retta o coniugale.

La scelta dei giudici di legittimità porta però a configurare l’attribuzione fatta dall’assegnatario a favore del legittimario come una vera e propria donazione.

Questa qualificazione non ha convinto i primi commentatori della sentenza, che hanno rilevato come l’assegnatario agisce spinto  dall’obbligo assunto nel patto di famiglia piuttosto che dalla volontà di donare .

Le conseguenze non sono solo teoriche ma anche, e soprattutto, pratiche.

Valga il seguente esempio.

Poniamo che Tizio, assegnatario dell’azienda del padre Sempronio, in base agli accordi raggiunti nel patto di famiglia, debba liquidare la somma di denaro di euro 400.000 al fratello Caio.

Se la tassazione di detta corresponsione avviene in base al rapporto di parentela tra disponente (il padre Sempronio) e beneficiario (il figlio Tizio) oppure non assegnatario (l’altro figlio Caio), non vi sarebbe alcuna tassazione, dato che si rientrerebbe nella franchigia di 1 milione di euro attualmente prevista per i trasferimenti a titolo gratuito tra parenti in linea retta e/o coniugi.

Ma, se si adotta l’interpretazione della Cassazione e dunque si guarda al rapporto di parentela tra beneficiario e non assegnatario, la franchigia esistente tra fratelli è solo di euro 100.000 e l’eccedenza di euro 300.000 è tassata con l’aliquota al 6%. Generando un gettito fiscale di ben euro 18.000 a favore delle casse dello Stato.

FONTE : CITYWIRE

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