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Polizza sulla vita a favore degli eredi: l’ultima pronuncia delle sezioni unite

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Polizza sulla vita a favore degli eredi: l’ultima pronuncia delle sezioni unite

Sentenza n. 11421/2021 delle Sezioni Unite pubblicata in data 30 aprile 2021

Sommario: 1. La controversia – 2. Il contratto di assicurazione sulla vita – 3. La clausola rituale riferita agli “eredi (legittimi e/o testamentari)”: le posizioni dottrinali e il contrasto di legittimità – 4. La sentenza n. 11421/2021 delle Sezioni Unite – 4.1 I principi di diritto enunciati

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Polizza sulla vita a favore degli eredi: l’ultima pronuncia delle sezioni unite

1. La controversia

Con sentenza n. 1124/2018, la Corte d’appello di Catania accoglieva il gravame formulato avverso l’ordinanza emessa dal Tribunale di Caltagirone all’esito di procedimento sommario di cognizione. Per l’effetto condannava l’appellata Compagnia di Assicurazione e Riassicurazione a pagare in favore dell’attore la somma di € 254.283,42 (oltre interessi), a titolo di differenza tra l’importo già versatogli (ammontante ad € 169.552, 28) e quanto dovuto in forza delle polizze caso vita siglate dal fratello dell’appellante medesimo.

La vicenda decisa dalla Corte territoriale originava, difatti, dalla sottoscrizione di quattro contratti di assicurazione sulla vita, stipulati tra la predetta Compagnia assicurativa e il soggetto da ultimo menzionato.

Le indicate polizze recavano tutte la clausola “Beneficiari in caso di morte: eredi legittimi”, elemento che induceva la Compagnia assicurativa a suddividere – in quote uguali – l’indennizzo (dovuto in base alle polizze) tra i cinque eredi del defunto stipulante.

Ad avviso dei giudici catanesi detta operazione risultava erronea, attesa la necessità di riconoscere all’appellante non una quota pari a quella degli altri coeredi, bensì un quantum proporzionato alla quota a lui spettante in forza dell’aperta successione e della conseguente vocazione ereditaria; pertanto, all’attore veniva riconosciuto il diritto alla corresponsione della metà dell’indennizzo assicurativo, “in proporzione della sua quota ereditaria”.

Attraverso ricorso articolato in due motivi la Compagnia soccombente impugnava la statuizione dei giudici del gravame.

Con il primo motivo di ricorso, tra le altre doglianze, deduceva la violazione e falsa applicazione degli artt. 1920 e 1362 c.c., stante la circostanza per cui i vantaggi dell’assicurazione sulla vita a favore di terzi deriverebbero dalla polizza siglata e, quindi, da un acquisto svincolato dalle norme successorie.

Con il secondo motivo censurava la violazione e falsa applicazione di alcune disposizioni codicistiche in materia di interpretazione del contratto (artt. 1362, 1369 e 1371 c.c.), argomentando nel senso della indebita interpolazione del testo negoziale operata dalla Corte d’Appello e dei disagi derivanti dalla subordinazione della possibilità di liquidazione delle polizze alla definizione delle vicende successorie.

Rilevata la sussistenza di questione di diritto decisa in senso difforme in seno al Giudice nomofilattico, la Terza Sezione civile della Cassazione (con ordinanza interlocutoria n. 33195/2019) rimetteva il ricorso al Primo Presidente per l’assegnazione alle Sezioni Unite.

FONTE: IUSINITINERE

 

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