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 PROTEZIONE PATRIMONIALE: LE POLZZE VITA

Se l’obiettivo è la protezione del capitale, infatti, i contratti assicurativi collegati alle gestioni separate — così definite perché il patrimonio dei fondi nei quali confluiscono i premi dei sottoscrittori, rivalutato di anno in anno in base ai rendimenti ottenuti, è separato da quello della compagnia — possono essere, a certe condizioni, una risorsa preziosa.

(per informazioni   0372.20405  o scrivi a info@your-solution.it)

Secondo un’indagine condotta da L’Economia su 246 gestioni disponibili sul mercato italiano, il rendimento lordo medio realizzato nel 2018 è del 3,2%, con punte sopra il 4% tra quelle con più di un miliardo di euro di patrimonio.

Rendimenti stabili

Il risultato è una forte stabilità dei rendimenti: una proprietà ulteriormente tutelata da un recente provvedimento dell’Ivass, l’autorità di vigilanza del settore, che ha introdotto la possibilità per le compagnie di costituire un fondo utili: un serbatoio di profitti entro cui far confluire parte delle plusvalenze realizzate, con funzione di riserva, da spalmare sui risultati della gestione in anni di vacche magre sul piano delle performance.

Vale la pena ricordare che in molti casi i rendimenti vengono consolidati, anno dopo anno: in questo modo, se la polizza ha una garanzia di ritorno, anche minima, il capitale investito non può mai diminuire.

 

Oltre alla regolarità dei rendimenti, un ulteriore vantaggio è costituito dall’insequestrabilità e impignorabilità dell’investimento, a meno che non vengano provati comportamenti fraudolenti da parte dell’assicurato.

Niente tasse per gli eredi

A parte la stabilità dei rendimenti, le polizze vita attirano soprattutto chi ha esigenze di pianificazione in ottica di trasferimento della ricchezza agli eredi.

Il principale beneficio di questi strumenti, infatti, risiede nell’esenzione dalle imposte di successione, valida sia per le polizze a gestione separata che per le unit linked (ramo III): polizze agganciate a fondi d’investimento nei quali confluiscono i premi pagati dall’assicurato.

Entrambi i contenitori assicurativi (ramo I e III) beneficiano, inoltre, di un prelievo fiscale differito: i rendimenti ottenuti vengono tassati, secondo un criterio di maturazione dei redditi (12,5% fino al 31/12/2011, 20% dal 1° gennaio 2012 al 30 giugno 2014, 26% a seguire, ferma restando l’aliquota del 12,5% sulle plusvalenze prodotte dai titoli di Stato) solo al momento del riscatto, ovvero alla liquidazione della prestazione.

Questo garantisce la possibilità di tenere sempre investita la quota che altrimenti verrebbe decurtata dal patrimonio, come nel caso di altri strumenti finanziari.

Le polizze a gestione separata (ramo I) godono di un ulteriore vantaggio: si risparmia il bollo annuo dello 0,20%, da cui sono esentate. E che si paga, invece, nel caso delle unit linked. «È in atto da tempo un dibattito sulla natura e la qualificazione delle polizze di ramo III: ci si interroga se i contenuti finanziari siano prevalenti rispetto al vestito assicurativo.

fonte : corriere economia 

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