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Strumenti per l’impresa

L’accesso al capitale è di vitale importanza per l’avvio o l’espansione di un’impresa

riascolta intervento radiofonico  ne parlano in Finanza ABC – il Risparmio di Oggi e’ il Pane di Domani” – Ospiti del conduttore Alex Rusconi sulle Frequenze di Radio Vera 93.3 e streaming www.radiovera.netMaurizio Poli e Giusy Biondelli Educatori Finanziari AIEF (www.mauriziopoli.it) Consulenti Finanziari Certificati Efpa Italia

 

 

 

L’economia reale non può crescere se non è finanziata». È l’affermazione che arriva dall’ultima analisi del Centro studi di Confindustria, che ha dedicato uno studio sugli strumenti alternativi al credito bancario per finanziare il sistema imprenditoriale. Una necessità in questa fase di crisi e di credit crunch, ma anche un percorso obbligato per riequilibrare il sistema italiano troppo sbilanciato sulle banche. «La scarsità di credito bancario frena gli investimenti e la crescita, serve nuova finanza per le imprese,

serve nuova finanza per le imprese, insieme ad interventi diretti a sbloccare il circolo vizioso credit crunch-recessione», è il presupposto da cui parte il documento del CsC, che ha messo a fuoco alcune proposte nel dettaglio, analizzando la situazione italiana e le misure che possono essere messe in atto. Novanta miliardi in cinque anni: questa è la stima del fabbisogno finanziario aggiuntivo per investimenti delle imprese secondo il CsC. Una cifra importante, in grado certamente di ridare una scossa all’economia reale.

 

Per questo vanno rilanciati alcuni strumenti, e il testo li elenca, analizzando la situazione attuale e le potenzialità: bisogna rafforzare la misura Ace, sviluppare il mercato del private equity, frenato dalla crisi, importante per le Pmi che non accedono in Borsa, espandere strumenti ibridi di capitale, come il mezzanine finance. Inoltre bisogna diffondere l’uso del mini-bond per l’accesso delle piccole e medie imprese al mercato obbligazionario: finora le emissioni di obbligazioni corporate sono state limitate alle grandi

Altra proposta, far ripartire le cartolarizzazioni per i prestiti alle Pmi, anche con una garanzia pubblica. Bisogna promuovere i bond di distretto e di territorio e la finanza delle reti di impresa «strumenti utili e ancora poco sfruttati». A questo si aggiunge la possibilità, per le banche, di aumentare la deducibilità di accantonamenti per rischi e interessi passivi; rafforzare i Confidi, l’intervento della Cassa depositi e prestiti e del Fondo di garanzia; creare istituti specializzati nella raccolta e nel credito e medio

Fonte : sole24 ore

 

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