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finanza e vino

Vino e Finanza, fattore tempo

Attività apparentemente distanti, accomunate dalla pianificazione. Per conseguire dei risultati sono necessarie pazienza e disciplina

  • EVENTO VINO & FINANZA PALAZZO CATTANEO GIUSY BIONDELLI

Che cosa accomuna il vino alla finanza? Di primo acchito si potrebbe rispondere, “niente”.

Invece, queste attività, all’apparenza così distanti, sono accomunate dal fattore tempo. Se in ambito finanziario l’orizzonte temporale dei proprimi obiettivi rappresenta il fattore più importante, quando si tratta di pianificare un investimento e o di organizzare i propri risparmi, allo stesso modo anche chi si pone come obiettivo quello di produrre un buon vino deve necessariamente mettere “in conto” che, prima di arrivarci, peraltro con tutti i rischi di un’attività imprenditoriale, saranno necessari sacrifici (non solo economici), dedizione, lungimiranza, sapendo al tempo stesso che ci vorranno anni prima che tutta questa passione si traduca in un risultato concreto. Nel solco di questo contesto martedì scorso, a Palazzo Cattaneo, nella spendida cornice della Sala dell’albero, si è tenuto il convegno dal titolo “Quando la passione diventa investimento: Vino e Finanza (l’arte di saper aspettare)”, moderato dal direttore responsabile di Mondo Padano, Alessandro Rossi.

A fare gli onori di casa la presidente dell’Università Popolare, Alessandra Capelli, che ha ricordato la collaborazione, nata ormai tre anni fa, fra l’ateneo, il settimanale Mondo Padano e i consulenti di Your Solution, da cui è scaturita una rubrica di educazione finanziaria, ospitata ogni due settimanale dal dorso economico del settimanale, dei corsi all’interno del piano di studi dell’Università Popolare e una serie di eventi dedicati ai temi del risparmio e degli investimenti.

Proprio come quello che si è tenuto martedì scorso a Palazzo Cattaneo: fra gli interventi quello di Giusy Biondelli, che ha tenuto una relazione sulle analogie tra Educazione Finanziaria e viticoltura.

A seguire l’illustrazione di due case history: quella avviata da Leonardo Salvini, titolare di “Tradizioni Padane”, artefice di una straordinaria esperienza culminata, dopo quasi cinque anni di lavoro, nella prima vendemmia di un vino rosso di pregio, “Lacrime d’orcia”, un nome che richiama l’ampia valle situata in Toscana, nella provincia di Siena, a nord ed est del monte Amiata e vicina al confine con l’Umbria, zona di produzione di questo vino.

Altrettanto significativa e appassionante la storia di Marcello Bruschetti, fondatore di “Enoglam”, già manager di successo nel settore vinicolo il quale, messosi in proprio, ha coronato il sogno di produrre, anche in Italia, dei distillati di grande qualità, senza dimenticare le origini del prodotto simbolo del nostro Paese, la grappa, un prodotto povero che Bruschetti, con competenza, passione e tenacia, ha saputo elevare al rango dei migliori distillati esteri…

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